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L’Antitrust dà l’assist a Renzi per liberalizzare e rottamare le fondazioni

L’Antitrust dà l’assist a Renzi per liberalizzare e rottamare le fondazioni

Alberto Brambilla – Il Foglio
Con la pubblicazione delle Segnalazioni ai fini della legge annuale sulla concorrenza, attese da quattro mesi, ieri l’Antitrust ha fornito un assist al governo. Il premier Matteo Renzi si era impegnato col Documento di economia e finanza a recepire le raccomandazioni per cominciare a liberalizzare i settori dell’economia più ingessati. Le segnalazioni ne toccano molti.

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Asta fallimentare

Asta fallimentare

Davide Giacalone – Libero
Vendere l’Italia come se fosse un’asta fallimentare è l’esatto opposto di usare il valore del patrimonio per abbattere il debito. Incassare un’offerta di 530 mila euro per un’isola veneziana (Poveglia) non significa che quello è il valore offerto dal mercato, ma che è fuori dal mercato e dal mondo la procedura utilizzata.

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Bagni, saline, hotel e funivie: la saga dei Comuni tuttofare

Bagni, saline, hotel e funivie: la saga dei Comuni tuttofare

Alessandro Barbera – La Stampa
L’ultima relazione della sezione regionale della Corte dei Conti dice che il bilancio della Sicilia è regolare. Fanno eccezione – definiamoli così – alcuni non trascurabili dettagli. Anzi, trentatré: le società partecipate dalla Regione. C’è chi estrae il sale (Italikali), chi fa consulenza imprenditoriale (Sicilia Sviluppo), chi commercia all’ingrosso (Mercati Agri Alimentari) o produce software (Sicilia e-servizi).

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Poste, Enav, demanio: privatizzazioni a rilento. Padoan ora punta sul 5% di Eni e Enel

Poste, Enav, demanio: privatizzazioni a rilento. Padoan ora punta sul 5% di Eni e Enel

Federico Fubini – La Repubblica
Quando la mongolfiera non ce la fa, il pilota mette la zavorra fuori bordo. Il piano di privatizzazioni che Matteo Renzi ha ereditato da Enrico Letta minaccia di afflosciarsi al suolo subito dopo il decollo e ormai al Tesoro non resta che una soluzione: spezzare il tabù della quota di controllo del 30% in mano allo Stato e liberarsi, già quest’anno, delle risorse più pesanti. Pacchetti del 5% di Eni e di Enel possono andare sul mercato in autunno. Per far prendere quota alle privatizzazioni e contrastare l’aumento del debito non è (quasi) rimasta alternativa.

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Perdite e poltrone, la giungla delle spa locali

Perdite e poltrone, la giungla delle spa locali

Luca Cifoni – Il Messaggero
Latte certo. Ma anche formaggio, prosciutto, carne, pesce, ortaggi, vino. Si trovano più o meno tutte le eccellenze dell’alimentare italiano scorrendo le ragioni sociali delle circa 10mila partecipate degli enti locali. Regioni, Comuni e Province non si occupano solo di fornire servizi pubblici ai propri cittadini ma spaziano in uno spettro di attività amplissimo, invadendo settori che sembrerebbero avere una vocazione più spiccatamente commerciale.

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Auto blu, caccia al decreto. Resta solo la slide di Renzi

Auto blu, caccia al decreto. Resta solo la slide di Renzi

Carlo di Foggia – Il Fatto Quotidiano
Nell’era Renzi, con l’annuncio il più è fatto. La distanza tra la slide e il fare è invece una questione di priorità. Quella delle auto blu in dotazione ai Ministeri non sembra esserlo molto. Come tempi d’attesa non c’è male: 76 giorni e ancora nulla. Eppure l’annuncio aveva rispettato tutti i passaggi codificati dal nuovo corso renziano: la slide («Massimo 5 vetture a Ministero»), l’annuncio in conferenza stampa in orario Tg e il tweet a effetto finale.

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Se mancano scelte decise

Se mancano scelte decise

Gianni Trovati – Il Sole 24 Ore
La realtà è complessa, e cercare parametri che siano in grado di abbracciarla tutta è una sfida impossibile. La vicenda dell’Imu (e ora anche della Tasi) per il Terzo settore lo dimostra bene. Sono stati necessari due anni abbondanti per definire l’attuazione, ora serve una selva di calcoli per capire quanto bisogna pagare e il risultato è sbagliato quando si chiede di sommare, invece che di rapportare fra loro, la percentuale di superficie e la quota di tempo (o di utilizzatori) occupate dalle attività commerciali.

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Quei mali cronici che frenano l’attrattività

Quei mali cronici che frenano l’attrattività

Roberto Iotti – Il Sole 24 Ore
Avevano cominciato i tessili, seguiti poi dai calzaturieri. Ora sono i produttori di elettronica. Il back reshoring – cioè il rientro in Italia di attività delocalizzate negli anni scorsi – è un fenomeno in lenta ma costante crescita. Soprattutto per quelle aziende che avevano spostato la produzione in Paesi dove condizioni e costi dei fattori produttivi erano più vantaggiosi rispetto all’Italia.

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La giungla delle società pubbliche produce soltanto dei buchi nei conti

La giungla delle società pubbliche produce soltanto dei buchi nei conti

Paolo Baroni – La Stampa
A prenderla larga le società controllate o partecipate dalle pubbliche amministrazioni sono più di 39mila, secondo la Corte dei Conti invece non si arriva a 7.500. C’è di tutto: si va dalle ex municipalizzate elettriche alle aziende rifiuti, dalle farmacie alle terme, dalla lavorazione delle uova alla produzione di prosciutti. E spesso hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti. Quel che è certo è che pesano sui bilanci dello Stato ma soprattutto di Comuni e Regioni per qualcosa come 26 miliardi di euro l’anno.

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Il fisco repressivo non è sufficiente

Il fisco repressivo non è sufficiente

Riccardo Riccardi – Il Tempo
In Italia le tasse sono tra le più alte del mondo. Strozzano l’economia. Riducono i consumi. Per incrementare le entrate dello Stato si fa, come si dice, una lotta senza quartiere contro gli evasori che sono tanti e impuniti. Chi sono costoro? Malviventi riciclanti denaro sporco frutto di delitti truffaldini? Professionisti, artigiani, bottegai e quant’altro che incassano in nero con la complicità di chi evade l’Iva?

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