Editoriali

Bolletta elettrica: il record nostrano

Bolletta elettrica: il record nostrano

di Massimo Blasoni – La bolletta costa, ma forse non sapete quanto. Elaborando i dati Eurostat, il nostro Centro studi ha calcolato che negli ultimi cinque anni le famiglie italiane hanno visto crescere addirittura del 25,56% i costi per l’utilizzo dell’energia elettrica a fini domestici.

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Gli “enti inutili” vanno soppressi

Gli “enti inutili” vanno soppressi

di Massimo Blasoni – Proviamo a ipotizzare un sistema istituzionale non solo senza Province ma che si articoli in appena sei Regioni (invece di 20) e mille Comuni (invece di 8.100). La soppressione di un così grande numero di enti renderebbe possibile la gestione dei servizi e delle funzioni oggi appannaggio dei vari livelli del governo locale? Sono convinto di sì.

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Un voto da esaminare? Quello svizzero

Un voto da esaminare? Quello svizzero

di Vittorio Pezzuto – Gli elettori dei 26 Cantoni svizzeri hanno bocciato con uno straripante 77% il referendum che proponeva di elargire un reddito minimo garantito a tutti i cittadini elvetici. Questi valligiani son gente concreta, che bada giustamente ai propri interessi. Sanno bene come un reddito non possa prescindere dal lavoro.

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Se le nostre imprese sono taglieggiate

Se le nostre imprese sono taglieggiate

di Massimo Blasoni – Nonostante i plateali e reiterati annunci del premier Renzi, in questi ultimi due anni la Pubblica amministrazione si è ben guardata dal ridurre i lunghissimi tempi di pagamento di beni e servizi, mantenendo sostanzialmente invariato lo stock di debito commerciale contratto nei confronti delle imprese fornitrici.

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La spesa per il consenso genera solo debiti crescenti

La spesa per il consenso genera solo debiti crescenti

di Massimo Blasoni – Il rilievo della nostra spesa pubblica e il peso delle tasse, che fanno dello Stato «l’azionista di maggioranza» di ogni famiglia e impresa italiane, hanno posto al centro della nostra vita la politica. Quest’ultima ha speso per il consenso, senza però particolare costrutto. Quanti eletti preferirebbero un salutare taglio delle tasse alla possibilità di assegnare finanziamenti?

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Risparmiatori tremate!

Risparmiatori tremate!

di Massimo Blasoni – Risparmiatori tremate: lo Stato non esita a colpirvi in silenzio e di nascosto. Nel 2015 il gettito derivante dalle imposte sulle rendite finanziarie ha infatti raggiunto quota 15,1 miliardi. Una cifra in crescita rispetto ai 14,9 miliardi del 2014 ma più bassa rispetto ai 15,9 previsti all’inizio dell’anno.

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Banche in crisi, un conto salato

Banche in crisi, un conto salato

di Massimo Blasoni – A quanto ammonta il conto che la crisi del nostro sistema bancario ha presentato ai risparmiatori e agli investitori? Tenetevi forte: oltre 209 miliardi di euro.

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Blasoni: Una medicina sbagliata

Blasoni: Una medicina sbagliata

di Massimo Blasoni – Nel 1992 il governo Amato passò alla storia della nostra Repubblica per aver messo le mani sui risparmi delle famiglie italiane con un gesto eclatante come quello del prelievo forzoso sui conti correnti. Se qualcuno provasse oggi a ripetere quell’operazione porterebbe nelle casse dello Stato poco più di 3 miliardi di euro. Una cifra certamente importante ma che impallidisce davanti alla stretta fiscale che i governi che si sono succeduti dal 2011 in poi hanno imposto ai nostri risparmi, introducendo nuove tasse per ben 8,2 miliardi.

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Siamo solo noi i campioni delle tasse!

Siamo solo noi i campioni delle tasse!

di Massimo Blasoni – Tra poche settimane iniziano in Francia i campionati europei di calcio e tutti i tifosi vorrebbero vedere la nostra Nazionale bissare finalmente il titolo conquistato nel lontano 1968. Come contribuenti dobbiamo invece rassegnarci alla sconfitta più dolorosa: anche quest’anno i campionati europei delle tasse li perdiamo, e di brutto.

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Le tasse diminuiscono ma solamente a parole

Le tasse diminuiscono ma solamente a parole

di Massimo Blasoni – «Diminuiremo le tasse», «Anzi, no: le abbiamo già abbassate!» Quante volte avete letto sui giornali queste rassicuranti dichiarazioni del governo? Capita però che studiando i dati Ocse e prendendo come indicatore il cosiddetto “cuneo fiscale” (cioè la differenza tra il lordo e il netto dello stipendio), si scopra che negli ultimi anni questo fardello è invece cresciuto in Italia del 2,57%, arrivando nel 2015 al 48,96% del costo del lavoro.

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