Derivati di Stato, Capezzone indaga

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Luca Piana – L’Espresso

Partirà il 14 gennaio l`indagine conoscitiva della Commissione Finanze della Camera sui derivati sottoscritti, fra gli altri, dallo Stato italiano. Lo ha promesso il presidente Daniele Capezzone, annunciando che verranno sentiti esperti e istituzioni. L’iniziativa arriva dopo l’allarme suscitato dalla notizia, diffusa a dicembre, che sui derivati in essere con le banche internazionali il Tesoro contabilizza una perdita potenziale di oltre 34 miliardi, in crescita rispetto ai 29 miliardi di un anno fa. Il calo dei tassi d`interesse, che nel 2014 ha permesso al Tesoro di collocare sul mercato 450 miliardi di Bot e Btp con un costo medio molto basso (l’1,38 per cento, ha detto Maria Cannata, capo della Direzione debito pubblico del ministero), sembra dunque aver avuto ripercussioni negative sui derivati, che forse erano stati sottoscritti per tutelare i conti pubblici da un aumento dei tassi. Certo è che la perdita, pur potenziale, si sta facendo consistente. E che, di recente. il Parlamento ha dato via libera alla legge di stabilità, che permetterà al Tesoro, nella stipula di nuovi derivati, di offrire alle banche che lo richiederanno nuove garanzie cash. La Commissione non avrà i poteri d’inchiesta che servirebbero per far davvero luce sui misteri che circondano contratti su cui le banche, in gran segreto, hanno finora fatto soldi a palate. La speranza però è che la politica, almeno, inizi a vigilare con maggiore attenzione.