Le Olimpiadi hanno reso i carioca più felici?

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Con la chiusura il 21 agosto delle Olimpiadi di Rio è tempo di bilanci e di meditare sulla proposta di tenere a Roma i Giochi nel 2024.

E’ arduo pensare che sotto il profilo economico e finanziario siano positivi. Si tratterebbe di un eccezione clamorosa alle esperienze degli ultimi lustri. Le Olimpiadi non sono affatto “un affare” in termini di ricavi finanziari (giustapposti ai costi finanziari) per la città, o le città, che le ospitano. Lo ha ricordato il primo agosto un editoriale del New York Times Tre economisti greci hanno condotto una valutazione ex-post delle Olimpiadi di Atene del 2004 (è pubblicata sulla rivista Applied Financial Economics, Vo. 18 n. 19 del 2008); finanziariamente, hanno guadagnato solo gli sponsor, le azioni delle cui imprese hanno avuto una rapida ma breve impennata quando la capitale greca è stata scelta – quindi, un effetto annuncio. Di recente, economisti greci hanno individuato nelle Olimpiadi del 2004 una delle determinanti dell’impennata del debito pubblico greco.

Interessante una dettagliata valutazione dei giochi invernali: i costi superano i benefici, anche senza contabilizzare le spese per le infrastrutture (perché permanenti e non connesse solo all’evento) e quantizzando “l’orgoglio della città e della Provincia” di ospitare le gare. In effetti, stime analitiche dei probabili flussi turistici sono modeste (ed i costi associati al turismo olimpico superano i ricavi) come peraltro già rilevato in occasione di altre Olimpiadi, ad esempio quelle tenute nel 1996 ad Atlanta in Georgia).

Uno dei lavori sugli esiti economici non brillanti delle Olimpiadi di Atlanta è intitolato: “Perché gareggiare per essere sede di Giochi?”. La risposta viene data da due saggi relativi uno alle Olimpiadi di Pechino del 2008 (pubblicato nello Sports Lawyer Journal) e l’altro alla Coppa del Mondo giocata in Germania nel 2006 (CESifo Working Paper No. 2582). I costi per la collettività vengono in questi casi superati, anche di molto, dai benefici per la collettività perché l’evento riguarda l’intera Nazione e contribuisce al “Nation Building”.

Indubbiamente ci possono ritorni politici, spesso a caro prezzo. Le Olimpiadi di Roma del 1960 vengono considerate come una delle determinante (non la principale) dell’ingresso dell’Italia in quello che allora si chiamava il consesso delle Nazioni.

I Giochi rendono più ‘felici’ coloro che li ospitano. Il 17 luglio, il DIW di Berlino ha pubblicato un discussion paper (il No. 1599) in cui nove accademici della London School of Economica, della Sorbona, e delle Università di Chicago, del Michigan e di Cornell University a Ithaca si chiedono se le Olimpiadi aumentano la felicità dei cittadini delle città dove si svolgono. La ricerca raffronta Londra, Berlino e Parigi nell’anno dei Giochi londinesi tramite una complessa indagine statistica e sociologica, con questionari discussi con 26.000 persone nel 2011, 2012 e 2013. In breve , c’è un forte balzo in avanti per i cittadini di Londra che, su una scala da 1 a 10) hanno visto aumentare la loro felicità da 1 a 4, nei mesi ‘olimpionici’ . L’effetto è stato di breve periodo: dopo nove mesi si era di nuovo in fondo alla scala.