Una stangata sulle bollette dell’acqua

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Luigi Grassia – La Stampa

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas è responsabile anche (dal 2012) del settore acqua, e ieri in questa sua funzione ha approvato lo schema delle nuove tariffe idriche. Per la prima volta il Garante di settore ha stabilito un criterio omogeneo in tutta Italia, che interesserà le bollette circa 40 milioni di utenti. Con quali conseguenze sui bilanci delle famiglie? In massima parte ne risulteranno dei rincari, condizionati però a investimenti delle aziende idriche per migliorare la qualità del servizio e ridurre 1’impatto ambientale. Se si guarda ai numeri medi (che nascondono una realtà locale frastagliatissima) l’Authority di Guido Bortoni ha deciso rincari di quasi il 10% in un biennio, sommando il +3,9% del 2014 e il +4,8% nel 2015. Però, come detto, questo non varrà per tutti: quasi 6 milioni di consumatori avranno non un aumento ma una riduzione di tariffa, addirittura del 10%.

Scomponendo i numeri in maniera più precisa, dai numeri dell’Autorità si scopre che in Italia le aziende che forniscono l’acqua sono più di 1.600. Una minoranza di queste, circa 350 con 34 milioni di clienti, si vedrà riconosciuto un aumento della remunerazione di quasi il 10% cumulativo attraverso le bollette. Invece le rimanenti 1.250 aziende idriche, che sono quasi tutte municipalizzate piccole o piccolissime, con 6 milioni di utenti, avranno tariffe ridotte in misura quasi speculare del 10%. Come mai quei 6 milioni di clienti sono cosi fortunati? La loro fortuna corrisponde alla sfortuna delle compagnie. Infatti le 1.250 compagnie i cui utenti pagheranno meno sono quelle che non hanno comunicato all’Autorità i dati necessari a determinare le tariffe (per esempio le cifre degli investimenti); quindi queste compagnie vengono punite della loro inadempienza.

Ma perché agli altri 34 milioni di utenti bisogna infliggere un rincaro in bolletta? Il fatto è, spiega l’Authority, che gli investimenti nel settore idrico erano fermi da decenni, e questo ha portato a molti disguidi: forti perdite d’acqua dalle tubature, in certi casi interruzioni del servizio, soprattutto d’estate quando dell’acqua c’è più bisogno, e anche problemi di impatto ambientale (ne creano tutte le attività industriali e di servizio, comprese quelle che sembrano più neutre, come appunto l’acqua). Nei prossimi quattro anni, in cambio dei rincari in bolletta saranno attivati 4,5 miliardi di investimenti, divisi in vari capitoli: le nuove infrastrutture, il miglioramento dei servizi esistenti e la tutela dell’ambiente. Grosso modo l’importo di questi investimenti sarà pari al valore totale degli impianti finora realizzati.

Se si tiene conto dello schema deciso dall’Autorità, si ridimensiona anche una storia particolare come quella di Torino dove l’acqua (è stato detto) rincarerà perché i consumi sono calati e l’azienda idrica locale vuole garantire comunque i suoi introiti. In realtà le compagnie non possono fare quello che vogliono: l’Autorità offre loro una specie di menù, nel quale le aziende possono scegliere il modello tariffario più congruente con gli investimenti fatti e quelli da fare. Fra le associazioni dei consumatori, l’Adusbef calcola che sul complesso delle famiglie italiane si abbatterà «una stangata tariffaria di oltre 130 euro a famiglia nel 2014-2015». L’Autorità non conferma. Quanto al canone Rai da inserire nella bolletta elettrica (come ipotizzato), il garante Bortoni ha ripetuto che sarebbe una scelta «impropria e molto difficile». Adesso spunta l’ipotesi di inserire il canone nella dichiarazione dei redditi.