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Riforma del Senato, Draghi, Alitalia: tre fotografie della crisi

Riforma del Senato, Draghi, Alitalia: tre fotografie della crisi

Stefano Folli – Il Sole 24 Ore
La riforma del Senato – la riforma Renzi – che supera, sia pure con affanno, il primo passaggio parlamentare. Mario Draghi che indica i ritardi nelle riforme strutturali dell’economia e accenna a “cessioni di sovranità”. I dipendenti Alitalia che si astengono in massa dal lavoro recapitando certificati medici di comodo. L’Italia di oggi è racchiusa drammaticamente in queste tre foto.

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Senza un lavoro più flessibile la ripresa resta un miraggio

Senza un lavoro più flessibile la ripresa resta un miraggio

Francesco Forte – Il Giornale
Silvio Berlusconi ha ragione a dire che il programma di Renzi per quanto innovatore non basta. In esso infatti non c’è abbastanza libertà economica e ciò incide sulla crescita italiana, minuscola, solo per lo 0,2-0,3% del Pil quest’anno, che diverge da quella europea.

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Le minoranze che soffocano i cambiamenti

Le minoranze che soffocano i cambiamenti

Elisabetta Gualmini – La Stampa
L’Italia è il Paese bloccato dalle minoranze. Ma non nel senso che le minoranze fanno il loro mestiere opponendosi alla maggioranza a colpi di idee e progetti migliori e alternativi. No, ci mancherebbe. Nel senso che le minoranze si rifiutano di accettare l’a,b,c del funzionamento democratico, e cioè che la maggioranza debba, a un certo punto, esercitare il suo diritto a decidere. Per le opposizioni questo è un atto di lesa maestà.

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Conquistateci tutti!

Conquistateci tutti!

Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio
«Il bisogno di sbocchi sempre più estesi per i suoi prodotti spinge la borghesia per tutto il globo terrestre. (…) Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la produzione e il consumo di tutit i paesi. Con gran dispiacere dei reazionari, ha tolto all’industria la base nazionale». Tutto vero, solo che con gran dispiacere dello stesso Karl Marx – che questo scriveva nel 1848 – la “presa di coscienza del proletariato” non ha distrutto l’economia di mercato.

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