Pochi fondi e burocrazia, riutilizzo flop

Giuseppe Crimaldi – Il Mattino
Quanto impiega un bene confiscato alla camorra a trasformarsi in un bene di pubblica utilità? Tanto, anzi troppo. Non c’è solo l’esempio del palazzo di tre piani di Cupa dell’Arco, a Secondigliano, nel quale la famiglia Di Lauro pianificava le proprie strategie di morte, oltre a quelle imprenditoriali della holding degli stupefacenti. I casi di un mancato riutilizzo di immobili sottratti alla “camorra Spa” e mai giunti in dirittura d’arrivo per quel che riguarda la destinazione d’uso con finalità sociali (e ovviamente legali) sono tantissimi.

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