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Povera Italia, Paese senza mercato per Costituzione

Povera Italia, Paese senza mercato per Costituzione

di Massimo Blasoni – I governi non fabbricano soldi (al massimo si indebitano): a creare ricchezza sono le imprese private, che andrebbero lasciate libere di crescere e investire. Invece la politica considera un suo diritto entrare a gamba tesa nell’attività di un’azienda e molto spesso decide sostituirsi ad essa.

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Legge concorrenza ancora in stand by: le lobby frenano

Legge concorrenza ancora in stand by: le lobby frenano

Carmine Fotina – Il Sole 24 Ore
Una legge attesa dal 2009 è ancora ferma ai box. Per la presentazione del provvedimento annuale sulla concorrenza, un obbligo che ricade sul governo fin dalla legge sviluppo 99/2009, non si possono presumere date senza rischiare di essere smentiti.

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La concorrenza che serve

La concorrenza che serve

Alessandro De Nicola – La Repubblica
Chi avesse seguito un po’ distrattamente la storia degli ultimi anni, sarebbe sorpreso di sentire quanto l’Italia sia bisognosa di liberalizzare l’economia. Ma come?

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Continuano a chiamarla competitività

Continuano a chiamarla competitività

Il Foglio
Dopo riunioni intense e lavori in notturna, è arrivato in Aula al Senato il decreto competitività su cui il governo ha posto la fiducia. Si tratta di un maxiemendamento che tocca gli argomenti più disparati, dall’Ilva all’anatocismo, dalle bollette ai debiti della Pa, il cui scopo è rilanciare la capacità di produrre ricchezza. Quanto però il paese sia resiliente al cambiamento e all’innovazione lo si vede non da ciò che nel decreto c’è ma da ciò che manca.

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Il supplizio di Italo

Il supplizio di Italo

Il Foglio
Antonello Perricone, presidente della società privata che gestisce Italo, treno ad alta velocità, è un manager a cui certamente non mancano grande garbo e grande equilibrio. Ma l’altra sera, dopo aver ascoltato la relazione annuale dell’Autorità dei trasporti, ricca di buoni propositi e di puntuali raccomandazioni al governo, ha abbandonato per un momento il suo tradizionale aplomb e ha dettato alle agenzie di stampa una dichiarazione durissima: «A parole, in sede elettorale, tutti sono sempre a favore della concorrenza, quando però occorre dimostrarlo nei fatti arrivano i problemi».

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