convegno

Dopo la Brexit e verso la Legge di Bilancio: quale Spending Review?

Dopo la Brexit e verso la Legge di Bilancio: quale Spending Review?

L’Associazione BuonaCultura e il Centro Studi ImpresaLavoro invitano al Convegno

DOPO LA BREXIT E VERSO LA LEGGE DI BILANCIO: QUALE SPENDING REVIEW?

Sulle linee del libro di Giuseppe Pennisi e Stefano Maiolo
La Buona spesa – Dalle opere pubbliche alla spending review

Giovedì 14 luglio 2016 – ore 18:00
CHORUS CAFE’ – Auditorium Conciliazione
Via della Conciliazione, 4 – ROMA

Introducono
Valerio Toniolo, Presidente Associazione Buonacultura
Simone Bressan, Direttore Centro Studi ImpresaLavoro

Intervengono
Giuseppe De Rita, Presidente Fondazione Censis
Michel Del Buono, Banca Mondiale, Nazioni Unite
Vincenzo Russo, Università di Roma La Sapienza
Salvatore Zecchini, Presidente Comitato Ocse Pmi

Concludono
Giuseppe Pennisi, Cnel, ImpresaLavoro
Stefano Maiolo, Nucleo di Valutazione Regione Lazio

R.S.V.P.
info.buonacultura@gmail.com
info@impresalavoro.org

Le condizioni per lo sviluppo della Sanità Digitale: scenari Italia-UE a confronto

Le condizioni per lo sviluppo della Sanità Digitale: scenari Italia-UE a confronto

Nella prospettiva della Strategia Europa 2020 il processo di digitalizzazione della sanità italiana appare ancora in ritardo rispetto alla maggioranza dei Paesi UE sulla base degli indicatori disponibili. Le performance insufficienti rispecchiano il basso livello di spesa eHealth dell’Italia, pari nel 2015 all’1,2% della spesa sanitaria pubblica, rispetto alla media UE compresa fra il 2 e il 3%, con punte vicine al 4%.

Per inquadrare nel medio periodo le prospettive della Sanità Digitale italiana in termini di fabbisogno finanziario, lo studio esamina tre scenari al 2020 della spesa. Il primo scenario di tipo più conservativo ipotizza il raggiungimento a fine periodo di un target del 2% di spesa eHealth su spesa sanitaria pubblica. Il secondo scenario ipotizza un target intermedio pari al 3%. Il terzo scenario prende in esame un target più espansivo del 4%, come indicazione di un deciso salto di qualità dell’impegno pubblico nel settore.

I risultati dell’analisi mostrano che il Servizio Sanitario Nazionale debba realizzare nei prossimi anni un deciso cambio di passo nelle risorse finanziarie da investire in Sanità Digitale, per stare al passo con i Paesi europei più avanzati in questo settore. I tre scenari considerati indicano che l’accelerazione dell’impegno finanziario al 2020 richieda risorse aggiuntive per la Sanità Digitale comprese in un range fra 2 e 7,8 miliardi di Euro, rispetto al fabbisogno tendenziale di 7,5 miliardi, per arrivare ad un impegno complessivo stimato fra 9,5 e 15,2 miliardi di Euro.

Senza questo cambio di policy, il Servizio Sanitario Nazionale non potrà valersi pienamente dei benefici attesi dai servizi e dagli strumenti di Sanità Digitale, che – attraverso una più evoluta condivisione delle informazioni e una più avanzata interazione fra pazienti, medici, operatori e strutture sanitarie – consentono un guadagno di efficienza, un’ottimizzazione nell’erogazione dei servizi, una riduzione dell’errore medico, un incremento della sicurezza del paziente, un miglioramento della gestione delle patologie croniche.

Peraltro la questione degli investimenti è un fattore necessario ma non sufficiente per lo sviluppo della Sanità Digitale e per il conseguimento dei benefici connessi. Occorre affrontare contestualmente il tema del ridisegno complessivo del sistema salute, quello del digital divide, quello della costruzione di una governance nazionale dell’innovazione e di una strategia architetturale complessiva, quello della definizione di una chiara politica della sicurezza e della privacy. Mentre resta ancora aperta a livello internazionale la questione di una corretta misurazione e valutazione dei benefici e dei ritorni dell’investimento in Sanità Digitale.

Clicca qui per scaricare il paper completo curato da Censis e ImpresaLavoro