crisi

E’ ora che lo stato torni a investire

E’ ora che lo stato torni a investire

Alessandro Zeli – Il Sole 24 Ore
Gli squilibri generati sui mercati esteri e quindi i disavanzi del settore privato si scaricano infatti, con l’acuirsi della crisi, sul bilancio pubblico. I canali attraverso i quali si innesca la crisi del debito sono da una parte la diminuzione delle entrate dovuta al calo delle attività e dall’altra l’aumento per la spesa per il sostegno alla disoccupazione e alle perdite bancarie.

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Riforma del Senato, Draghi, Alitalia: tre fotografie della crisi

Riforma del Senato, Draghi, Alitalia: tre fotografie della crisi

Stefano Folli – Il Sole 24 Ore
La riforma del Senato – la riforma Renzi – che supera, sia pure con affanno, il primo passaggio parlamentare. Mario Draghi che indica i ritardi nelle riforme strutturali dell’economia e accenna a “cessioni di sovranità”. I dipendenti Alitalia che si astengono in massa dal lavoro recapitando certificati medici di comodo. L’Italia di oggi è racchiusa drammaticamente in queste tre foto.

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Basta aspirine, costringiamo l’Ue a sostenerci

Basta aspirine, costringiamo l’Ue a sostenerci

Gaetano Pedullà – La Notizia
Sai che sorpresa il dato dell’Istat! Come se vedere un +0,2 o un -0,2% cambiasse la realtà dei fatti: siamo alla canna del gas! Troppi anni di tagli agli investimenti, di disoccupazione galoppante e di consumi al lumicino non potevano che portarci nel baratro in cui siamo. Adesso la sfida sta nel tirarci fuori dalla recessione.

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Perché siamo gli ultimi della classe

Perché siamo gli ultimi della classe

Mario Deaglio – La Stampa
Perché mai quando il resto del mondo ricco si prende il raffreddore, l’Italia rischia la polmonite? Perché mai, gli altri Paesi fanno passi avanti, sia pure con fasi alterne, sulla via della ripresa mentre l’Italia si conferma sempre l’ultima della classe, pur avendo fatto molti sforzi negli ultimi anni? Questo interrogativo è riproposto con forza da una discesa superiore alle attese del prodotto lordo italiano.

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Le speranze (mal) riposte

Le speranze (mal) riposte

Dario Di Vico – Corriere della Sera
Gli economisti che si erano detti favorevoli agli 80 euro e non a un maxi-taglio dell’Irap per le imprese avevano sostenuto il provvedimento confidando che i redditi medio-bassi, beneficiari del primo e significativo taglio delle tasse deciso da tempo, spendessero immediatamente i soldi in più trovati in busta paga. La domanda interna ne aveva e ne ha un bisogno enorme e ci si augurava che gli italiani cogliessero al volo l’occasione.

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Tagli sbagliati se c’è la crisi

Tagli sbagliati se c’è la crisi

Alberto Bagnai – Il Tempo
L’allarme di Confcommercio sulla pressione fiscale merita più di un commento. Certo, in Italia la pressione fiscale è elevata, e lo è anche perché ci sono molti evasori, che commettono reato e vanno perseguiti. Detta questa cosa, sacrosanta, forse banale ma ovvia, evitiamo due errori ideologici. Il primo consiste nel credere che la nostra sia una crisi di debito pubblico, causata dagli evasori, che non pagando le tasse avrebbero fatto lievitare il debito.

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Il 28esimo trimestre

Il 28esimo trimestre

Enrico Cisnetto – Il Foglio
È destino. L’Italia si occupa sempre di altro rispetto a quello che sarebbe più urgente e necessario. Ora, per esempio, l’attenzione è morbosamente focalizzata sulla “rottamazione” politico-istituzionale in corso – di cui tra l’altro stiamo ancora aspettando la traduzione delle intenzioni, peraltro non sempre encomiabili, in fatti concreti – mentre, viceversa, troppo poco concentrata sul florilegio di dati negativi che sul fronte della congiuntura economica escono quotidianamente.

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Le “piccole” che battono la crisi

Le “piccole” che battono la crisi

Andrea Biondi – Il Sole 24 Ore
La Nuceria Adesivi (55 milioni di euro ), nata a metà degli anni 80 con sede a Nocera Superiore e attiva nel settore delle etichette e dei nastri adesivi è una delle aziende (che si contano sulle dita di una mano) autorizzate a produrre i bollini ottici farmaceutici. «Abbiamo creato un software che ci permette di dialogare in real time con i programmi dei clienti, che in genere sono multinazionali della cosmesi e della detergenza», spiega il direttore generale Guido Iannone, 30 anni.

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Sparigliare il gioco

Sparigliare il gioco

Enrico Cisnetto – Il Foglio
Non ci siamo. La scossa che il paese attendeva, e sul presupposto della quale si è costruita la ripresa della fiducia di famiglie e imprese – importantissima sul piano della tenuta sociale – non è arrivata, e ora tutto sembra ancor di più maledettamente in salita.

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