debito pubblico

C’è poco da twittare: il virus è l’austerity e una delle medicine si chiama tagliadebito

C’è poco da twittare: il virus è l’austerity e una delle medicine si chiama tagliadebito

Guido Salerno Aletta – Milano Finanza
C’è poco da twittare: non ci sono gufi dietro i dati del secodo trimestre che confermano che l’Italia è ancora in recessione. Ci sono invece responsabilità politiche gravi, errori di strategia economica e l’incapacità di comprendere che le manovre economiche restrittive, affastellate senza sosta da tre anni a questa parte, non potevano altro che portare la nostra economia al coma.

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Poca chiarezza su fisco e lavoro, consumatori e imprese disorientati

Poca chiarezza su fisco e lavoro, consumatori e imprese disorientati

Andrea Tavecchio – Corriere della Sera
Per chi vive il mondo delle imprese il dato negativo del Prodotto interno lordo (Pil) nel secondo trimestre del 2014 non è una sorpresa: lo si vedeva già negli andamenti di questi mesi delle aziende legate al mercato interno. In Italia, purtroppo, la domanda rimane molto debole.

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Come aggredire il debito pubblico senza i soliti provvedimenti demagogici

Come aggredire il debito pubblico senza i soliti provvedimenti demagogici

Paolo Cirino Pomicino – Il Foglio
Mentre Roma discute Sagunto brucia, scriveva Tito Livio diversi secoli or sono. E mai come ora Sagunto è l’Italia che polarizza energie, tensioni, scontri su temi decisamente importanti come la riforma del Senato e più ancora del titolo V (le competenze delle Regioni, tanto per intenderci) ma certamente meno urgenti della messa a punto di una politica economica che metta al centro la ripresa di una crescita economica assente da quasi 20 anni.

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Bella sinistra

Bella sinistra

Davide Giacalone – Libero
Il Paese è in crisi, impallato, non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la paura. Vero. Sono necessarie riforme strutturali, capaci di ridare potenza al motore. Giusto. La sinistra non deve restare legata ad anacronistici tabù, deve accorgersi che la globalizzazione ha cambiato le carte in tavola e deve tradurre i propri ideali in ricette assai diverse da quelle del passato. Parole sante

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Perché Berlino non fa i compiti?

Perché Berlino non fa i compiti?

Giorgio Ponziano – Italia Oggi
Non bisogna nascondere i propri problemi sotto il tappeto degli altri. Ma guardare a fondo l’economia tedesca e il sistema pubblico che la sorregge non significa cercare di autoassolversi, poiché il debito italiano rimane un moloch soffocante, può però servire per non restare silenziosi dietro la lavagna. Insomma al tavolo europeo i più bravi vanno lodati ma non debbono barare al gioco.

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L’ultimo bluff europeo del governo Renzi

L’ultimo bluff europeo del governo Renzi

Daniele Capezzone – Panorama
Il presidente del Consiglio è uscito dal vertice dei ministri dell’Economia e delle Finanze giurando di avere incassato “flessibilità” nella gestione del debito. Ma è soltanto una finzione scenica. Perché in realtà ha accettato ancora una volta di sottomettersi politicamente a Berlino e a Bruxelles. Così la crescita resta un miraggio.

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Il vero costo degli 80 euro

Il vero costo degli 80 euro

Alberto Mazzucca – Il Giorno
La priorità del neopresidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker? L’economia, quindi crescita e lavoro grazie a 300 miliardi da spalmare in 3 anni. Sembrano molti, in realtà sono cento miliardi all’anno, pari a poco meno dello 0,6% del prodotto lordo che è di 16.700 miliardi. Le priorità del “piè veloce” Renzi? Riforme del Senato e della legge elettorale che sicuramente non creano Pil.

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Pagamenti alle imprese e bot, debito pubblico al nuovo record

Pagamenti alle imprese e bot, debito pubblico al nuovo record

Stefania Tamburello – Corriere della Sera
Ancora un record per il debito pubblico, che è un primatista eccezionale. Recede raramente e va sempre avanti: in maggio, secondo i dati della Banca d’Italia, è cresciuto di 20 miliardi arrivando a toccare i 2.166,3 miliardi. Una cifra altissima. Toccò la cifra di un miliardo di lire nel 1948 e dieci anni fa, a maggio del 2004, era a 1.471,804 miliardi di euro.

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Il debito pubblico vola a 2.166 miliardi

Il debito pubblico vola a 2.166 miliardi

Il Sole 24 Ore
Non sembra avere limiti il debito pubblico italiano. A fine maggio, secondo i dati pubblicati ieri dalla Banca d’Italia, il disavanzo ha raggiunto il nuovo record storico a 2.166 miliardi di euro, 20 miliardi in più rispetto al mese precedente.

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