Ristrutturare il debito senza scorciatoie

Danilo Taino – Sette
Fino a qualche settimana fa il solo parlare di ristrutturazione del debito era tabù, un’azione per la quale essere accusati di disfattismo o di farneticazione. La questione non va nemmeno accennata – si diceva – per non mettere in agitazione i mercati. E comunque un Paese che vuole ristrutturare il proprio debito – cioè non rispettare gli impegni presi con gli investitori che hanno comprato i suoi titoli di Stato – non ne discute: lo fa.

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