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Le conseguenze della deflazione sulla finanza pubblica

Le conseguenze della deflazione sulla finanza pubblica

di Giuseppe Pennisi – Pochi intimi prestano attenzione alla letteratura economica portoghese mentre l’IESEG, centro di ricerca ed analisi economica dell’Università di Lisbona, produce lavori di tutto rispetto e di grande spessore. L’ultimo è un paper di Antonio Afonso e Joāo Trovar Jalles sulle “Conseguenze Fiscali della deflazione: evidenza dall’età d’oro della globalizzazione”.

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Confindustria sbaglia: non sarà questa riforma a farci ripartire

Confindustria sbaglia: non sarà questa riforma a farci ripartire

di Massimo Blasoni – Confindustria e diverse altre organizzazioni si schierano apertamente per il Sì al referendum, sostenendo che questa riforma sarà in grado di velocizzare il processo normativo e creare le condizioni per una stabile ripresa economica. Sono un imprenditore anch’io – una realtà che occupa 2.000 persone – tuttavia non sono d’accordo e provo a spiegarne le ragioni.

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La crescita può attendere

La crescita può attendere

di Massino Blasoni – I tre anni di governo Renzi sono stati contraddistinti da previsioni di crescita puntualmente smentite – purtroppo in negativo – come le correlate previsioni su deficit e debito. È significativo che il deficit di bilancio resti sostanzialmente inalterato: era il 2,6% nel 2015, pressoché tale è rimasto quest’anno in barba a ogni impegno preso con il Fiscal Compact. Non riusciamo peraltro a uscire dalla spirale perversa di un debito pubblico che ci ripromettiamo di ridurre e che invece continua a crescere.

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Il debito dell’Eurozona si può ristrutturare

Il debito dell’Eurozona si può ristrutturare

di Giuseppe Pennisi – Il debito pubblico sembra uscito dai temi di grande attenzione anche in questi giorni in cui Roma e Bruxelles discutono di legge di bilancio. Eppure, un aumento anche piccolo dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni o un tasso di crescita dell’economia reale inferiore a quanto previsto dal Governo italiano oppure ancora un incremento dei tassi d’interesse renderebbe estremamente critica la situazione dell’Italia.

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Per l’accoglienza dei profughi abbiamo già speso 12 miliardi

Per l’accoglienza dei profughi abbiamo già speso 12 miliardi

La Verità – Quanto ci costa davvero accogliere i profughi? A fare chiarezza provvede una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro che smentisce le cifre date dal ministro Padoan. Il conto complessivo negli ultimi sei anni supera gli 11 miliardi di euro, con una progressione impressionante: spenderemo nel 2016 cinque volte la cifra impegnata nel 2011, con un esborso per le casse dello Stato che arriverà a 4,11 miliardi di euro su base annua.

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Le rimesse dei lavoratori stranieri in Italia

Le rimesse dei lavoratori stranieri in Italia

di Giuseppe Pennisi – Un gruppo di economisti della Banca d’Italia (Giacomo Oddo, Maurizio Magnani, Riccardo Settimo e Simonetta Zappa) ha elaborato un paper interessante sulle rimesse dei lavoratori stranieri in Italia: una stima dei flussi invisibili del canale informale.

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La politica croce e delizia di chi innova

La politica croce e delizia di chi innova

di Giuseppe Pennisi – Sulle politiche per l’innovazione un punto di vista differente viene proposto nel volume “La politica per l’innovazione in Italia: criticità e confronti” (Centro Studi ImpresaLavoro, 2016) scritto da Salvatore Zecchini, presidente del Comitato Piccole e Medie Imprese dell’Ocse e vice segretario generale Ocse.

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E il Nord guarda all’estero

E il Nord guarda all’estero

Nel 2015 se n’è andato via l’equivalente della popolazione di Piacenza. L’emigrazione riguarda tutti gli strati sociali, cresce nel Settentrione e rischia di diventare un fenomeno strutturale.

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Tutele del lavoro, produttività e accesso al credito in Italia

Tutele del lavoro, produttività e accesso al credito in Italia

di Giuseppe Pennisi – The Economic Journal ha pubblicato in uno dei suoi ultimi fascicoli un saggio che dovrebbe essere letto e meditato da politici e sindacalisti. Riguarda in che modo la normativa generale sul lavoro ha effetti sulla produttività, sugli investimenti e sull’accesso al credito.

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