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Quei dubbi di Marchionne

Quei dubbi di Marchionne

Dario Di Vico – Corriere della Sera
Anche Sergio Marchionne comincia ad avere qualche dubbio. In questi mesi l’amministratore delegato della Fiat, quando ha potuto, non ha mancato di far sentire il suo appoggio a Matteo Renzi, in pubblicoe in privato.

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Quattro mosse per una politica industriale

Quattro mosse per una politica industriale

Alessandro Pansa – Corriere della Sera
Il tormentone d’agosto su stime di crescita infinitesime _ + 0,10 -0,1 per cento di Prodotto interno lordo? -, in un Paese con un debito pubblico superiore al 130% del reddito nazionale, può andare bene per un tweet, ma non è una cosa seria. A meno che non si voglia ragionare di politica industriale. Ma parlare di industria in Italia è al tempo stesso una necessità e un paradosso.

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Fiducia imprese, terzo calo consecutivo

Fiducia imprese, terzo calo consecutivo

Andrea Biondi e Giovanna Mancini – Il Sole 24 Ore
È durata poco l’illusione di essere usciti dalla recessione che da sei anni ormai attanaglia il nostro Paese e che solo nel periodo 2011-2013 ha bruciato 4,1 punti di Pil. Gli ultimi aggiornamenti dei principali indicatori macroeconomici sembrano senza tanti dubbi spegnere l’entusiasmo al quale, fino a poco più di un mese fa, si aggrappavano gli italiani.

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Il «cuneo finanziario» che pesa sull’impresa

Il «cuneo finanziario» che pesa sull’impresa

Marco Onado – Il Sole 24 Ore
Cullati dall’abbondante liquidità, i mercati finanziari internazionali continuano ad essere improntati all’ottimismo e assorbono (anche considerando il calo di ieri sulle Borse europee) le cattive notizie che vengono dai venti di guerra sullo scenario internazionale o da un quadro macroeconomico ancora deludente, soprattutto in Europa.

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Debito, nuovo record. Pesano i pagamenti arretrati alle imprese

Debito, nuovo record. Pesano i pagamenti arretrati alle imprese

Francesco Di Frischia – Corriere della Sera
Il debito pubblico italiano continua ad aumentare, mentre dalla produzione industriale e dalla cassa integrazione emergono segnali di un lento miglioramento dell’economia. Secondo Bankitalia a giugno il debito pubblico ha toccato il nuovo record di 2.168,4 miliardi.

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Fai presto

Fai presto

Giorgio Mulè – Panorama
Inutile girarci intorno: il 2014 ce lo siamo giocati. I mesi che ci separano dalla fine dell’anno saranno contrassegnati da dati nefasti su tutti i fronti principali dell’economia: prodotto interno lordo, occupazione, consumi. Non si tratta di fare i gufi e anzi, piccola parentesi, sarebbe ora che Matteo Renzi la smettesse di fare lo spiritoso guardando in faccia la realtà perché c’è un Paese in ginocchio.

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Dai debiti arretrati della Pa buco di 30 miliardi per le aziende

Dai debiti arretrati della Pa buco di 30 miliardi per le aziende

Paolo Baroni – La Stampa
Andranno anche in pagamento entro il 21 settembre, giorno di San Matteo, gli arretrati della pubblica amministrazione. E alla fine saranno almeno 60 miliardi di euro che torneranno in circolo. La «ferita» nei conti delle impresa però resta molto profonda. Solo l’anno passato – denuncia Impresa lavoro, centro studi di ispirazione liberale guidato dall’economista Giuseppe Pennisi – i ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche hanno comportato oneri per 6,8 miliardi, in deciso aumento dispetto agli anni passati.

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Il Paese soffocato

Il Paese soffocato

Nicola Porro – Il Giornale
Ieri l’Istat ha certificato che l’Italia è tornata in recessione: la sua ricchezza diminuisce. Negli ultimi tre anni non ci eravamo ancora accorti di esserne usciti. Oggi gli economisti ci spiegheranno perché. Non ascoltateli. La gran parte sono diventati come i becchini, ci spiegano semmai perché il paziente è deceduto a tragedia avvenuta. Bella forza.

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Poca chiarezza su fisco e lavoro, consumatori e imprese disorientati

Poca chiarezza su fisco e lavoro, consumatori e imprese disorientati

Andrea Tavecchio – Corriere della Sera
Per chi vive il mondo delle imprese il dato negativo del Prodotto interno lordo (Pil) nel secondo trimestre del 2014 non è una sorpresa: lo si vedeva già negli andamenti di questi mesi delle aziende legate al mercato interno. In Italia, purtroppo, la domanda rimane molto debole.

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