jobs act

Per finta

Per finta

Davide Giacalone – Libero
Proteste immaginarie contro riforme immaginifiche. La piazza si agita per il sobbollire della voglia di protestare, mentre il legislatore s’arruffa per compensare la genericità nello svogliatamente proporre.

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Il sindacato non c’è più?

Il sindacato non c’è più?

Enrico Deaglio – Il Venerdì di Repubblica
No, non è stato solo l’articolo 18. Quello era il pretesto, il tabù da abbattere. Quello che è successo il 29 settembre 2014 alla direzione del Pd, è stato un evento epocale.

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Ecco cosa cambia (forse) con il Jobs Act

Ecco cosa cambia (forse) con il Jobs Act

Filippo Caleri – Il Tempo
La riforma del lavoro c’è. O meglio ci sarà. Nella notte tra mercoledì e giovedì scorso il sì del Senato al Jobs act, la legge delega al governo per cambiare le regole che disciplinano il mercato dell’impiego, ha messo il primo tassello per rendere la disciplina in materia più flessibile.

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Occupy Landini, quel mito sbagliato che porta alla disfatta

Occupy Landini, quel mito sbagliato che porta alla disfatta

Mario Lavia – Europa
A un certo momento persino a uno mediaticamente perfetto come Maurizio Landini può capitare di spararla grossa. E se nessuno ha riso davanti alla sua ultima ineffabile minaccia di occupare le fabbriche deve essere stato perché è come se tutti si fossero guardati negli occhi con aria interrogativa: ma che sta dicendo?

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Archiviare il ‘900 del lavoro con i fatti

Archiviare il ‘900 del lavoro con i fatti

Alberto Orioli – Il Sole 24 Ore
Nel giorno in cui l’Italia lascia alle spalle il ‘900 e solennizza al Senato la presa d’atto che l’impresa non è l’«arma dei padroni», ma il luogo dove nascono eccellenze, conoscenza, collaborazione e responsabilità; per le vie di Milano la Fiom minacciava l’occupazione delle fabbriche.

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Tanto rumore per nulla

Tanto rumore per nulla

Alessandro Sallusti – Il Giornale
Cominciamo col dire che non è vero che il governo ha varato una riforma del lavoro, come oggi qualcuno vorrà fare intendere. Al di là della propaganda, Renzi ieri si è solo fatto dare dai senatori – con la forza, mettendo cioè la fiducia sul voto – l’autorizzazione a pensare una riforma del lavoro, che è cosa utile ma ben diversa.

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Resistenze antindustrialiste

Resistenze antindustrialiste

Il Foglio
Mentre il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, annuncia una mobilitazione contro il Jobs Act, con il motto “resistere, resistere, resistere”, anche la sinistra giudiziaria si mobilita.

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Jobs Act: altro che Thatcher, questo è riformismo europeo

Jobs Act: altro che Thatcher, questo è riformismo europeo

Giorgio Tonini – Europa
Alla fine, dopo settimane nelle quali l’attenzione si era concentrata sul dibattito interno al Partito democratico, tra gli stucchi e gli ori di palazzo Madama, è andato in scena l’ennesimo atto del copione Grillo-contro-Renzi, apparentemente il più duro e aspro, in effetti il più favorevole al premier e al Pd.

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Serve la riforma, non uno scalpo

Serve la riforma, non uno scalpo

Federico Fubini – La Repubblica
Dopo la fiducia sul Jobs Act in Senato, archiviato il vertice di Milano, Matteo Renzi pub fermarsi un attimo a misurare lo spread che forse oggi conta di più. Non è finanziario, è politico epsicologico.

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Sul Jobs Act Renzi ha dimostrato di essere un politico navigato

Sul Jobs Act Renzi ha dimostrato di essere un politico navigato

Sergio Soave – Italia Oggi
L’iniziativa messa in atto da Matteo Renzi sulla riforma del lavoro sembrava destinata a infrangersi sugli scogli delle intransigenze filosindacali di una parte consistente del gruppo democratico e delle simmetriche rigidità del Nuovo centrodestra, che ha bisogno di dimostrare di essere influente sulle scelte più delicate.

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