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Lavoro: l’impatto dell’esonero contributivo,<br /> regione per regione

Lavoro: l’impatto dell’esonero contributivo,
regione per regione

Umbria, Friuli Venezia Giulia e Sardegna sono le tre regioni italiane che hanno beneficiato maggiormente delle decontribuzioni governative. Ma, dopo la fine degli incentivi, l’attivazione di nuovi contratti è crollata in tutto il Paese e soprattutto in Basilicata, Valle d’Aosta, Abruzzo e Umbria.

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Moles: “Meno tasse per rilanciare l’edilizia italiana”

Moles: “Meno tasse per rilanciare l’edilizia italiana”

di Giuseppe Moles* Storicamente l’edilizia ha sempre fatto da motore all’intera economia permettendo lo sviluppo, diretto e indiretto, di tanti altri settori; si tratta di un settore cruciale per l’intera economia nazionale perché ad alta intensità di lavoro, con un indotto enorme e a basso contenuto di importazione. Dal rapporto di ImpresaLavoro emerge invece un(…)

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Pennisi: “Stiamo dissipando il capitale umano di giovani e Mezzogiorno”

Pennisi: “Stiamo dissipando il capitale umano di giovani e Mezzogiorno”

di Giuseppe Pennisi* I dati sull’occupazione pubblicati da ImpresaLavoro confermano, in sostanza, la sensazione che gli antibiotici e le vitamine del Jobs Act non abbiano ancora causato effetti di rilievo sull’occupazione. Resta preocccupante il calo nel comparto delle costruzioni e la marcata contrazione nell’industria rispetto ai livelli pre-crisi. L’aumento dell’occupazione nei servizi, poi, non deve ingannare; probabilmente cela(…)

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Lavoro, la Liguria regina del Nord

Lavoro, la Liguria regina del Nord

di Massimo Minella – La Repubblica (ed. Genova) Morde ancora la crisi, ma qualcosa inizia a cambiare. I primi segnali della ripresa avvertiti a inizio anno trovano adesso conferma nell’analisi di fine 2015. A scattare la fotografia è il centro studi ImpresaLavoro che, elaborando ì dati Istat riflette sugli ultimi “sette anni di guai”, ma(…)

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Un’azienda su tre ha crediti insoluti

Un’azienda su tre ha crediti insoluti

di Mirko Molteni – Libero Alla faccia dei proclami del governo, la disoccupazione resta al primo posto fra le urgenze. Lo conferma l’analisi divulgata ieri dal Centro Studi Impresa Lavoro. Per il periodo dal 2008 al 2015 l’Italia ha perso ben 656.911 occupati, pur con distinguo territoriali. Sta peggio il Sud, che ha perduto 486.000(…)

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Pensioni, dal 2016 le donne dovranno lavorare 22 mesi in più

Pensioni, dal 2016 le donne dovranno lavorare 22 mesi in più

di Francesca Schianchi – La Stampa Ventidue mesi di lavoro in più per le donne impiegate nel settore privato, per agguantare la sospirata pensione di vecchiaia. Quattro mesi in più per tutti, come adeguamento alla speranza di vita: si vive più a lungo e allora bisogna anche lavorare più a lungo. E poi, arriva la(…)

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Ma nel Lazio l’occupazione non conosce crisi

Ma nel Lazio l’occupazione non conosce crisi

IL TEMPO del 29 dicembre 2015 Dall’inizio della crisi, ovvero dal 2008 ad oggi sono stati persi 656.911 posti di lavoro: ben 486mila al Sud e nelle Isole, 249mila nelle regioni del Nord mentre il Centro (grazie ai 116mila posti di lavoro in più registrati in Lazio) fa segnare un dato in controtendenza, +78mila. È(…)

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Il dossier ImpresaLavoro: dal 2008 si sono persi 656.911 posti

Il dossier ImpresaLavoro: dal 2008 si sono persi 656.911 posti

IL CORRIERE ADRIATICO del 29 dicembre 2015 Dell 2008 a oggi sono stati persi 656.911 occupati in Italia: ben 486 mila posti di lavoro sono stati persi al Sud e nelle Isole. 249 mila nelle regioni del Nord mentre il Centro (grazie ai 116mila posti di lavoro in più registrati in Lazio) fa segnare un(…)

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Regione Fvg. Serve un piano straordinario per credito e lavoro

Regione Fvg. Serve un piano straordinario per credito e lavoro

di Massimo Blasoni – Il Friuli Venezia Giulia non è annoverabile tra le regioni in cui la ripresa è pienamente in atto e in cui gli indicatori stanno ritornando rapidamente ai livelli pre-crisi e non è nemmeno incasellabile tra le economie più arretrate della nostra penisola. Siamo una via di mezzo pericolosa, caratterizzata da crescita bassa e livelli occupazionali che faticano a riprendersi.

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