legge di stabilità

Sulla spesa il fronte più difficile

Sulla spesa il fronte più difficile

Stefano Lepri – La Stampa
La questione non è più tanto se la Commissione europea accetterà questi numeri, quanto se li considererà verosimili. Gli obiettivi che il governo si pone con la legge di stabilità approvata ieri sera appaiono validi.

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La scommessa con Bruxelles e il giro di boa

La scommessa con Bruxelles e il giro di boa

Oscar Giannino – Il Messaggero
La legge di stabilità varata ieri dal governo è una sfida: all’Europa, ai mercati e, in chiave interna, soprattutto alle imprese italiane. È una sfida che in Parlamento non avrà vita facile, come si è visto già dal singolo voto di margine con cui è stata approvata la nota di variazione del Def.

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Trovare i soldi, nella bufera

Trovare i soldi, nella bufera

Il Foglio
“La differenza tra la finanziaria 2014 e quella 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui”, ha twittato ieri mattina Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio, prima di riunire il governo in serata per approvare la legge di stabilità da inviare a Bruxelles e in Parlamento, non ha nominato nemmeno il predecessore, Enrico Letta, ma il confronto al momento è impietoso.

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Manovra nel solco del New Deal, l’asso è il Tfr

Manovra nel solco del New Deal, l’asso è il Tfr

Stefano Patriarca – Europa
Una politica economica anticiclica e affronti il nodo del lavoro deve aumentare la domanda aggregata (consumi e investimenti) e contestualmente agire sulle condizioni dell’offerta che sia il mercato del credito, del lavoro, della concorrenza, delle condizioni di contesto.

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Irap, la piccola impresa risparmierà oltre 10mila euro in un anno

Irap, la piccola impresa risparmierà oltre 10mila euro in un anno

Fabio Savelli – Corriere della Sera
Il risparmio per il conto economico sarebbe di circa 720 euro per dipendente. Ipotizzando che l’azienda ne abbia quindici (la gran parte delle piccole imprese italiane è al di sotto della fatidica soglia fissata dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), questo significa un minor peso fiscale di 10.762,50 euro all’anno, presumendo che si tratti di una realtà da 1,3 milioni di euro di fatturato e con un costo di produzione di poco inferiore, di circa 1,1 milioni di euro.

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Ciò che i numeri non dicono

Ciò che i numeri non dicono

Enrico Marro – Corriere della Sera
Lasciamo in secondo piano il braccio di ferro con Bruxelles. Per certi versi ridicolo, ruotando sull’ipotesi di un aggiustamento dei conti pubblici italiani dello zero virgola, che costerebbe un paio di miliardi, su un bilancio che conta 835 miliardi di spese e 786 miliardi di entrate.

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Spinta al limite

Spinta al limite

Francesco Riccardi – Avvenire
Questa volta per valutare meglio il quadro occorre partire dalla cornice, dal contesto in cui la legge di stabilità è stata varata ieri a tarda sera. Una giornata di “tempesta perfetta” sui mercati finanziari, con il crollo delle Borse mondiali, Italia compresa, sui timori di nuove difficoltà della Grecia e del suo sistema bancario.

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Il vero peso delle misure in arrivo

Il vero peso delle misure in arrivo

Luca Ricolfi – La Stampa
Nel giro di pochi giorni la cosiddetta «manovra» per il 2015 è passata da 20 a 30 miliardi di euro. Secondo Renzi «si tratta della più grande operazione di taglio di tasse tentata in Italia e di una spending review mai vista».

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