manovra

Una frustata chiamata Irap

Una frustata chiamata Irap

Il Foglio
Matteo Renzi ha annunciato un progetto strutturale di grande importanza, ossia l’abolizione dell’lrap sui costi del lavoro, che consentirebbe di togliere di mezzo una tassazione dei costi di produzione che va pagata anche dalle imprese che sono in perdita.

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In cerca di coperture

In cerca di coperture

Dino Pesole – Il Sole 24 Ore
Una manovra “espansiva” per sostenere la domanda interna attraverso la doppia operazione Irpef-Irap è tale solo se si basa su coperture certe. È il compito con il quale si stanno misurando in queste ore i tecnici dell’Economia.

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Il vero peso delle misure in arrivo

Il vero peso delle misure in arrivo

Luca Ricolfi – La Stampa
Nel giro di pochi giorni la cosiddetta «manovra» per il 2015 è passata da 20 a 30 miliardi di euro. Secondo Renzi «si tratta della più grande operazione di taglio di tasse tentata in Italia e di una spending review mai vista».

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Manovra in deficit, aspettando Bruxelles

Manovra in deficit, aspettando Bruxelles

Dino Pesole – Il Sole 24 Ore
In attesa che la nuova Commissione Ue dica la sua sulla legge di stabilità, il governo gioca d’anticipo con la mossa congiunta Tfr e bonus Irpef (i 180 euro promessi da Matteo Renzi) e prova a impostare una manovra “espansiva”, per finanziare riduzioni di imposta e nuove spese.

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La recessione ‘salva’ l’Italia, si allontana l’ipotesi della manovra

La recessione ‘salva’ l’Italia, si allontana l’ipotesi della manovra

Marco Zatterin – La Stampa
C’è la recessione, ma c’era anche di peggio. L’azienda Italia poteva produrre qualche magro decimo di punto di crescita e allora, salvo brusche correzioni di spesa e entrate, avrebbe corso il serissimo rischio di sentirsi chiedere altri «sforzi aggiuntivi» per realizzare gli impegni di bilancio presi coi partner europei. Invece no, il copione ora è un altro.

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O il coraggio, oppure la manovra

O il coraggio, oppure la manovra

Alessandra Servidori – Italia Oggi
C’è chi pensa che i numeri negativi per le economie di due partner fondamentali dell’Italia come Francia e Germania rafforzino la richiesta italiana di una maggiore flessibilità nelle regole europee. Ma sicuramente c’è un caso Italia, e se «non siamo il vagone di coda» e «l’Eurozona è in stagnazione» ho i miei dubbi che «l’Italia è in condizione di trascinare l’Eurozona fuori dalla crisi».

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