occupazione

Il disoccupato riluttante

Il disoccupato riluttante

Massimo Gramellini – La Stampa
Nascere a Berna presenta i suoi vantaggi. Intanto c’è una disoccupazione al 2,6 per cento, per cui hai 97,4 possibilità di trovare un lavoro o di permettere a lui di trovarti.

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Usa, boom dell’occupazione

Usa, boom dell’occupazione

Mario Platero – Il Sole 24 Ore
Se qualcuno dubita ancora della forza del modello americano per rilanciare l’economia dia un’occhiata ai risultati di ieri: un tasso di disoccupazione al 5,9%, un livello che non si vedeva dal 2008 e 248.000 nuovi occupati per il mese di settembre.

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Troppi disoccupati, e il Comune paga chi va all’estero

Troppi disoccupati, e il Comune paga chi va all’estero

Nicola Pinna – La Stampa
La nuova emigrazione ha uno sponsor istituzionale. Paga tutto il Comune: il viaggio di sola andata, le prime spese di soggiorno e anche un corso d’inglese. Si può andare in qualunque capitale europea, a patto che si viva a Elmas da almeno tre anni e che non sia stata superata la soglia dei cinquant’anni d’età.

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L’articolo 18 è un simbolo da abrogare: non crea occupazione

L’articolo 18 è un simbolo da abrogare: non crea occupazione

Fabrizio Rondolino – Europa
L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori va abrogato non perché la sua eliminazione basterà da sola a riformare un mercato del lavoro nemico dei lavoratori, e neppure perché creerà magicamente nuova occupazione (l’occupazione la creano le imprese, non i governi o le leggi).

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Il falso mito delle garanzie sul lavoro e i veri numeri

Il falso mito delle garanzie sul lavoro e i veri numeri

Oscar Giannino – Il Messaggero
L’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori del 1970 è un mito, e per questo da decenni è diventato un tabù da non toccare. Perché i miti hanno forza evocativa, sono bandiere di valori, stendardi di visioni ideologiche.

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Occupazione, tante fratture da risanare

Occupazione, tante fratture da risanare

Walter Passerini – La Stampa
Beato il paese che non ha bisogno di eroi, di totem o di scalpi, si può dire parafrasando Bertolt Brecht, perché altrimenti saremmo sempre in guerra, che ammette solo vincitori e vinti.

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