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Il taglia-debito? Sarà la crescita

Il taglia-debito? Sarà la crescita

Dino Pesole – Il Sole 24 Ore
Primo step il pacchetto di misure all’esame del Consiglio dei ministri del 29 agosto: il decreto «sblocca-Italia», la riforma della giustizia civile e le linee guida sulla scuola con i nuovi meccanismi di reclutamento degli insegnanti per superare l’emergenza precari e il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro (mentre potrebbe slittare il provvedimento su «quota 96» per sanare la posizione di 4mila docenti pensionandi).

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O il coraggio, oppure la manovra

O il coraggio, oppure la manovra

Alessandra Servidori – Italia Oggi
C’è chi pensa che i numeri negativi per le economie di due partner fondamentali dell’Italia come Francia e Germania rafforzino la richiesta italiana di una maggiore flessibilità nelle regole europee. Ma sicuramente c’è un caso Italia, e se «non siamo il vagone di coda» e «l’Eurozona è in stagnazione» ho i miei dubbi che «l’Italia è in condizione di trascinare l’Eurozona fuori dalla crisi».

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A ciascuno la sua

A ciascuno la sua

Davide Giacalone – Libero
La banca centrale europea deve fare la sua parte. Giusto. Ha fatto bene il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, a ricordarlo. S’è dimenticato due o tre cose, però. La prima è che, fin qui, la Bce è stata la sola istituzione europea ad avere fatto la propria parte. Se i tassi d’interesse sui debiti sovrani sono scesi e gli spread sono stati ricondotti alla fisiologia (con quello italiano costantemente sopra lo spagnolo, perché quella è una patologia non influenzabile da Francoforte), lo si deve all’azione della banca centrale.

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Il superbanchiere e la deflazione

Il superbanchiere e la deflazione

Federico Fubini – La Repubblica
Nelle otto conferenze stampa che ha tenuto dall’inizio dell’anno, Mario Draghi ha sempre parlato della ripresa in arrivo. Cambiavano giusto gli aggettivi scelti dal presidente della Bce per descriverla. Da gennaio a marzo era “lenta”. Ad aprile questa sfumatura di cautela è caduta, quasi che le nubi si stessero sollevando.

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Tagli alla spesa pubblica: in Europa si fa sul serio

Tagli alla spesa pubblica: in Europa si fa sul serio

Chiara Bussi – Il Sole 24 Ore
Se esistesse una Coppa europea della spending review a trionfare sarebbe l’Irlanda. A Dublino, infatti, la sforbiciata della spesa pubblica si è rivelata più efficace: dal 2011 al 2013 – secondo i dati di Eurostat – il suo peso sul Pil è diminuito di oltre quattro punti percentuali, passando dal 47,1 al 42,9 per cento. Sul podio salirebbero anche Spagna e Gran Bretagna, dove i tagli procedono secondo la tabella di marcia. L’Olanda, ex “allieva modello” che si è scoperta fragile, dovrebbe invece accontentarsi del quarto posto.

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In mezzo al guano

In mezzo al guano

Davide Giacalone – Libero
La frenata tedesca può creare delle illusioni, inducendo a credere che propizi l’agognata “elasticità”. Se il rigore tedesco porta sfortuna pure ai germanici, suppongono in diversi, molti dei quali francesi, è ora di tornare a un sano lassismo latino. Se lo tolgano dalla testa, quella è la via della perdizione.

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L’unica strada per competere

L’unica strada per competere

Mariana Mazzucato – La Repubblica
L’conomia dell’Eurozona è tornata in prima pagina: la crescita è scesa a zero rispetto al primo trimestre. L’Italia è tornata in recessione (ma ne era mai uscita?) e il dato di Francia e Germania è più basso del previsto. Le autorità tedesche danno la colpa al maltempo, ma di sicuro il problema più grande è la disparità di competitività tra i vari Paesi europei.

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Ue alla svolta, ecco perché coordinare le riforme non è aggressione alla sovranità

Ue alla svolta, ecco perché coordinare le riforme non è aggressione alla sovranità

Carlo Bastasin – Il Sole 24 Ore
Negli ultimi sette anni per sei volte gli europei hanno previsto una crescita maggiore di quella poi realizzata. Si dice che gli ottimisti vivano più felici, ma evidentemente in economia non funziona. Tra il 2008 e oggi la perdita di reddito dell’euro-area rispetto agli Usa è pari all’8% del Pil e molti milioni di posti di lavoro sono andati perduti.

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La nuova “i” di Piigs

La nuova “i” di Piigs

Enrico Cisnetto – Il Foglio
Se non sono bastati sette anni di crisi per capirlo, almeno adesso c’é la controprova: le riforme economiche funzionano. L’Italia é l’unic0 paese tra i “Piigs’ a non aver adattato il proprio sistema produttivo al nuovo scenario economico internazionale ed é anche, guarda caso, l’unico in recessione.

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Strumenti taglia-debito: tutte le insidie da evitare

Strumenti taglia-debito: tutte le insidie da evitare

Isabella Bufacchi – Il Sole 24 Ore
Non si può proprio dire che la coperta sia corta, quando si lavora su un’operazione taglia-debito degna di questo nome. Un intervento una tantum risolutivo di riduzione dello stock del debito pubblico italiano, su quei 2.168 miliardi che valgono all’incirca il 135% del Pil, deve rimuovere qualche centinaio di miliardi di euro affinché ne valga davvero la pena.

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