Blasoni: «Ecco come attacco la burocrazia con una pagina»

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Fabrizio Boschi – Il Giornale

Tanto in Italia se non fai così non ti considera nessuno. E allora l’unico modo per farsi sentire è quello di comprarsi una pagina di giornale e cercare di scherzare su una cosa serissima. Per questo Massimo Blasoni, imprenditore friulano nato a Udine, già soprannominato «l’imprenditore anti burocrazia», ha fatto pubblicare su Giornale e Fatto quotidiano, un «Gioco dell’oca» un po’ particolare dove l’oca, attraversando le 28 caselle della burocrazia italiana, arriva in fondo servita su un piatto con contorno di patate. La cosa brutta, che non è affatto un gioco, è che ciò che Blasoni scrive in quelle 28 tappe è tutto vero e l’oca arrosto rappresenta ogni singolo cittadino italiano.

Le caselle in cui si cade, lanciando i dadi, parlano di tasse e burocrazia. Si parte con la «Pazienza» dove in Italia per recuperare un credito è più difficile che in Grecia o Romania. Il tempo medio, infatti, supera i cento giorni. Poi c’è la «Mattonata» dove rispetto al 2011 la produzione di un costruttore è crollata del 29,3%. Un settore che Blasoni conosce bene visto che nel 1996 ha fondato il gruppo «Sereni Orizzonti Spa», il terzo gruppo in Italia nel settore della costruzione e gestione di residenze socio­sanitarie per anziani. Un giro di affari da 80 milioni che dà lavoro a l.500 persone. Nel 2014 ha fondato ImpresaLavoro, un centro studi che promuove il dibattito sui temi dell’economia e del lavoro.

«La mia voleva essere una provocazione» spiega Blasoni. «Ormai si è rotto il patto di fiducia fra imprese e Stato. C’è più burocrazia in Italia che in quasi qualunque altro Paese, terzo mondo compreso. Invito tutti a giocare, temo però che a vincere sia sempre lo Stato». Sì certo, si potrebbe pensare che Blasoni abbia scoperto l’acqua calda. Eppure, sebbene siano problemi ormai detti e ridetti, i cittadini continuano a soffrire e i governi a fregarsene. Un esempio delle balle renziane: la patetica scommessa a Porta a Porta che entro settembre 2014 avrebbe pagato tutti i debiti della pubblica amministrazione (ovvero beni e servizi forniti allo Stato e mai pagati). Sì, quelli del 2013. Nel frattempo quel debito si è riformato ed è arrivato a 75 miliardi. Ma Renzi e Padoan non ne fanno parola. Poi c’è il bluff del bonus degli 80 euro pagati con l’Imu imposto retroattivamente dal governo sui terreni agricoli.

Hai voglia a tirare i dadi. Dove caschi, caschi e sempre male ti va a finire. In Italia per un permesso di costruzione ci vogliono 233 giorni. In Danimarca 64 e in Germania 96. «Mi ci vuole più tempo ad ottenere concessioni edilizie che a realizzare le opere», lamenta Blasoni. L’Italia è anche il Paese dove gli adempimenti che servono per pagare le tasse sono tra i più complessi e costosi. Preparare i documenti per far fronte agli oneri fiscali porta via 269 ore che costano 7.559 euro all’anno. E poi qualcuno ancora si scandalizza se la gente ruba.