Disoccupazione, Matteo peggio del Cav e Letta

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Laura Della Pasqua – Il Tempo

I risultati sul fronte occupazione della politica del governo Renzi sono finora deludenti. È quanto emerge da una ricerca del centro studi «ImpresaLavoro» che ha messo a confronto i dati sul mercato del lavoro dei primi nove mesi di attività del premier con quelli nel medesimo periodo di tempo dei govemi Berlusconi e Letta.

Il rapporto realizzato elaborando i dati delle serie storiche dell’Istat sulla disoccupazione, rivela che dal giorno del suo insediamento i disoccupati sono aumentati di 203mila unità, passando da 3,254 milioni a 3,457 milioni. Una situazione che risulta nettamente peggiore rispetto a quella dei primi nove mesi del quarto governo Berlusconi (aprile 2008- gennaio 2009), che ha visto crescere la disoccupazione di «sole» 19mila unità, e dei primi nove mesi del Governo Letta (aprile 2013-gennaio 2014) che si è fermato ad un saldo di più 165 milasenza lavoro. Peggio del premier Renzi ha fatto solo il «governo dei Professori». Nei primi nove mesi di Monti- Fornero (ottobre 2011-luglio 2012) il numero dei disoccupati in Italia ha infatti avuto un’impennata senza precedenti, crescendo di 605mila unità e passando da 2,183 milioni a 2,788 milioni. La situzione occupazionale risultava nettamente migliore durante il govemo Berlusconi, seguito dall’esecutivo guidato da Enrico Letta. Nei primi nove mesi del quarto governo Berlusconi la disoccupazione è passata da 1,750 milioni a 1,769 milioni di unità. Durante il governo Letta si è passati da 3,075 milioni di disoccupati a 3,240.

Anche la situazione del mercato del lavoro dei giovani era più favorevole durante il governo Berlusconi: nei primi nove mesi del Cav IV, il numero di giovani senza lavoro passa da 392mila a 422mila soggetti, con un incremento di 30mila unità. Peggio di lui fanno sia Letta (+42mila giovani disoccupati) che Monti (+109mila). Nei primi nove mesi di Renzi a Palazzo Chigi, i giovani senza occupazione salgono, invece, di 54mila unità facendo segnare una performance migliore soltanto di quella, disastrosa, del govemo Monti.

Se poi si esamina la situazione occupazionale femminile, Berlusconi, sempre nell’arco di tempo considerato, è riuscito addirittura a ridurre il numero delle donne senza impiego di 3lmila unità. Risultato mai più ottenuto dai governi che si sono succeduti: con Monti le donne disoccupate sono cresciute di 312mila unità, con Letta l’emorragia si è temporaneamente fermata (+29mila) per poi risalire con i primi nove mesi del Governo Renzi che proprio tra le donne ha uno dei suoi dati peggiori (+145mila disoccupate).

Ieri il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, commentando i dati disastrosi dell’Istat del terzo trimestre del 2014, ha ribadito che non c’è da allarmarsi. «In quel periodo c’è stato un blocco della caduta del nostro Pil, quindi è lecito aspettarsi che la disoccupazione possa cominciare a migliorare dal secondo trimestre 2015». Il punto fondamentale, secondo Taddei, è che quando «quella ripresa avviene trovi un terreno fertile che fino a oggi ha faticato a trovare». E questo dovrebbe essere il Jobs Act.