Fiducia delle imprese e dei consumatori: il dato italiano è peggiore sia della media europea che di quella dell’Eurozona

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

NOTA DEL CENTRO STUDI IMPRESALAVORO

L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), espresso in base 2005=100, è sceso a 86,6 dopo che in agosto era calato a 88,1 da 90,8 di luglio. Il clima di fiducia delle imprese peggiora in tutti i settori: manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. Particolarmente pesante la caduta nei servizi e nel commercio al dettaglio. L’Istat precisa che il calo dell’indice complessivo è dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio.
Più in generale, il livello complessivo di fiducia nell’economia da parte di imprese e consumatori in Italia cade rispetto ai valori registrati a maggio 2014 di oltre tre punti e mezzo, e torna al di sotto della media storica rilevata nelle statistiche ufficiali di Eurostat.
Tra le imprese, il settore che ha ridotto maggiormente le proprie aspettative in questo periodo è stato il manifatturiero, che si mostra più pessimista sui livelli di produzione in senso stretto, dell’assunzione di personale, del livello degli ordini nonché dell’andamento delle scorte e dei prezzi di vendita. Un calo drastico ha subito anche l’indice di fiducia dei consumatori italiani, basato sulla percezione della situazione economico/finanziaria in generale, della tendenza nei prezzi al dettaglio, e della disoccupazione.
Il calo registrato nel periodo maggio-agosto 2014 dall’indicatore europeo che misura la fiducia di consumatori e imprese in Italia (-3,5%) è peggiore sia della media europea (-1,9%), che di quella dell’Eurozona (-2%). Nello stesso periodo altri paesi periferici come Grecia e Spagna hanno visto incrementare il “sentiment” dei propri operatori economici, facendo segnare rispettivamente +2,8% e +1,6%, mentre il Portogallo fa segnare nei mesi estivi un arretramento che è la metà del nostro (-1,6%). Il dato italiano è simile paradossalmente a quello tedesco (-3,7%) con un avvertimento che è dirimente: il livello complessivo della fiducia di consumatori e imprese in Germania rimane nettamente superiore sia al nostro che a quello della media storica del paese. In Europa la nostra performance da maggio ad oggi è migliore solamente di quella di Bulgaria, Ungheria, Lussemburgo e Austria.

tabella

Leggi il commento del Prof. Giuseppe Pennisi.