Strade e tasse a senso unico

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Raffalello Lupi – Il Tempo

Strade e tasse: due territori fuori controllo. Quando il limite di velocità è cinquanta, tutti vanno a settanta-ottanta, e qualcuno strombazza per superarli, a centotrenta, non arriva mai una macchina della stradale o dei vigili. Che evidentemente trovano più comodo passare col taccuino e multare le auto in divieto di sosta, dove tutti hanno sempre parcheggiato e sempre parcheggeranno senza dare fastidio a nessuno, anche perché altri posti non se ne trovano. La stessa mancanza di controllo del territorio c’è per le tasse, dove l’ufficio controlli di Civitavecchia si trova a Trastevere, e gli operatori economici indipendenti al consumo finale, che magari evadono qualcosa, sono magari rosi dal dubbio di poter nascondere molto di più, migliorando il loro tenore di vita; è una frustrazione analoga al tarlo dell’automobilista in coda, che vede altri sfrecciare sulla corsia di emergenza, o sulla preferenziale completamente inutile, dove passa un autobus ogni mezz’ora.

Le strade e le tasse sembrano insomma distanti, ma sono invece legate dalla mancanza di adeguato controllo amministrativo del territorio. Così come i vigili urbani non riescono a distinguere la guida pericolosa dall’innocuo divieto di sosta, gli uffici tributari non riescono a distinguere, nella vastissima platea degli operatori economici, chi è povero davvero da chi si finge tale. Automobilisti e contribuenti vengono così torchiati a casaccio, per comportamenti diffusi, senza raggiungere, in entrambi i settori, i comportamenti che la pubblica opinione avverte come veramente insidiosi. La responsabilità è dell’esasperata legificazione, figlia degenere di una malintesa «cultura delle regole», che ha danneggiato la cultura dei valori e del buonsenso , irrigidendo la società e trasformando sempre più la macchina pubblica in una asettica burocrazia, desiderosa solo di prendersi meno rischi possibili.