Renzi deve affamare la bestia (la P.A.)

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Marco Bertoncini – Italia Oggi

Silvio Berlusconi persevera nell’attendere gli articolati dei decreti legge (molto meno pressanti saranno i disegni di legge) prima di esprimersi pro o contro singoli provvedimenti di Matteo Renzi. Intanto, però, dal suo partito, segnatamente dal gruppo della camera con Il Mattinale, arrivano irrisioni e smentite a proposito di tempi, promesse, impegni passati e presenti di R.

Mettere a confronto le sparate sui cento giorni iniziali con le realizzazioni concrete è redditizio, in termini di propaganda. Similmente, riesce facile rilevare che i percorsi parlamentari sono l’opposto delle celeberrime imprese annunciate dal presidente del consiglio.

In sintesi, i fatti ridimensionano l’opera del rottamatore, che finora ben poco ha rottamato. Il caso delle aziende pubbliche parla da solo. R. è costretto a seguire il commissario alla riduzione della spesa, ma parzialmente e con tempi che sono l’opposto del necessario. Forse la ragione fondamentale, come però soltanto qualche isolato osservatore rileva, sta nel non voler affrontare con il necessario coraggio e ab imis i problemi economici. La strada è quella indicata da Ronald Reagan negli anni 80: affamare la bestia. Ossia togliere il sostentamento all’apparato pubblico tutto intero, dallo stato ai comuni passando per enti pubblici, regioni, partecipate. Come? Diminuendo fortemente il carico fiscale. È l’unico modo vero per tagliare la spesa pubblica. Il normale ragionamento dell’uomo politico si fonda su questo interrogativo: come posso far fronte a queste spese? La risposta passa inevitabilmente attraverso il fisco. È tutt’altra faccenda, invece, rispondere alla domanda: non avendo le entrate necessarie, quali spese devo cancellare?