Scrivono di noi

Il mattone cola a picco

Il mattone cola a picco

Simone Boiocchi – La Padania
C’era una volta il mattone. Bene rifugio per eccellenza dove i piccoli e medi risparmiatori del Paese deponevano non solo le loro speranze, ma anche il loro futuro. Costruire una casa per la propria famiglia era il sogno di tutti e l’obiettivo della vita per ogni genitore. C’era poi il mattone industriale. Quello che serviva ai capitani d’impresa per costruire aziende che davano lavoro al Paese.

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Crisi, nessun settore sta pagando quanto l’edilizia

Crisi, nessun settore sta pagando quanto l’edilizia

Giovanna Tomaselli – La Notizia
La crisi economica ha avuto sul settore dell’edilizia un impatto che non ha eguali in altri settori economici: lo dimostra il fatto che i permessi rilasciati nel Paese nel 2012 per la costruzione di nuovi edifici residenziali sono stati praticamente la metà di quelli del 2007, ultimo anno pre-crisi. Lo rivela uno studio di “ImpresaLavoro”, elaborato sulla base di dati Istat.

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Dai debiti arretrati della Pa buco di 30 miliardi per le aziende

Dai debiti arretrati della Pa buco di 30 miliardi per le aziende

Paolo Baroni – La Stampa
Andranno anche in pagamento entro il 21 settembre, giorno di San Matteo, gli arretrati della pubblica amministrazione. E alla fine saranno almeno 60 miliardi di euro che torneranno in circolo. La «ferita» nei conti delle impresa però resta molto profonda. Solo l’anno passato – denuncia Impresa lavoro, centro studi di ispirazione liberale guidato dall’economista Giuseppe Pennisi – i ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche hanno comportato oneri per 6,8 miliardi, in deciso aumento dispetto agli anni passati.

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ImpresaLavoro, il nuovo centro studi liberale e liberista

ImpresaLavoro, il nuovo centro studi liberale e liberista

Francesco De Palo – Formiche
Un centro studi con piglio liberale e liberista per stimolare gli esecutivi a dare spazio ai temi cari alle imprese e al mondo dell’imprenditoria, nella consapevolezza che senza un taglio netto alla spesa pubblica e senza un abbattimento della pressione fiscale per le pmi, il Paese non potrà rialzarsi. E’ la traccia su cui si muoverà il centro studi ImpresaLavoro, una nuova realtà di analisi e paper fondata da Massimo Blasoni.

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Pil in calo, tutti chiedono una scossa al governo

Pil in calo, tutti chiedono una scossa al governo

Avvenire
I dati resi noti dall’Istat sul Pil in calo. O meglio sullo stato di recessione, hanno aperto un dibattito intenso e molto vasto. Impossibile riassumerlo in tutti i sui aspetti. In sintesi politici, economisti e imprenditori chiedono una scossa al governo per uscire dalla recessione. E dal governo si fa sapere che si andrà avanti con decisione per fare le cose che vanno fatte:

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Lo Stato che non paga ci è costato 6 miliardi

Lo Stato che non paga ci è costato 6 miliardi

Davide Giacalone – Libero
Non ci saranno manovre autunnali, niente ulteriori tasse, il deficit rimarrà sotto il 3%, anche se il prodotto interno lordo non cresce. Matteo Renzi dixit. Come quando il prestigiatore annuncia che taglierà in due la formosa valletta, noi tutti sappiamo che c’è il trucco, ma restiamo in attesa di assistere al prodigio. Se riesce, l’applauso è meritato. Il numero precedente non è riuscito, nel team dei prestigiatori di prima c’è chi si trova, ora, sotto al palco e bofonchia malmostoso: c’è il trucco.

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Così stato e banche ammazzano le imprese: i pagamenti in ritardo costano 6 miliardi l’anno e le aziende che si fidano finiscono in rovina

Così stato e banche ammazzano le imprese: i pagamenti in ritardo costano 6 miliardi l’anno e le aziende che si fidano finiscono in rovina

Carola Olmi – La Notizia
Pagare paga. Ma saldando i suoi debiti in tempi biblici, alla fine la Pubblica amministrazione genera un costo mostruoso per i suoi fornitori: sei miliardi l’anno; 30 miliardi tra il 2009 e il 2013. Una media del 4,2% sul fatturato che se ne va fissa solo per farsi anticipare le fatture dalle banche o per far fronte con mezzi propri ai ritardi nel saldo di quanto dovuto. Secondo un rapporto del Centro Studi ImpresaLavoro, siamo di fronte a un furto in piena regola, che insieme alla stretta creditizia sta condannando ormai da anni migliaia di imprese sane a chiudere i battenti.

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Pagamenti PA, i ritardi costano 6 miliardi

Pagamenti PA, i ritardi costano 6 miliardi

Adolfo Spezzaferro – La voce sociale
Come se non bastasse la crisi economica, a spezzare le nostre imprese ci si mette pure la pubblica amministrazione. Infatti il ritardo dei pagamenti ai fornitori della Pa ha finora determinato un costo del capitale a carico delle imprese italiane di oltre sei miliardi di euro all’anno, pari a quasi 30 miliardi nel periodo 2009-2013.

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La beffa dei debiti dello stato: alle imprese costano 7 miliardi

La beffa dei debiti dello stato: alle imprese costano 7 miliardi

Gian Maria De Francesco – Il Giornale
Un salasso da 6,8 miliardi di euro nel 2013, un altro record negativo in ambito europeo e, soprattutto, un finanziamento indiretto alla “casta” che ai cittadini l’anno scorso è costata 5,1 miliardi. E’ questa la sintesi di una ricerca sulla ricadute negative dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione condotta da “ImpresaLavoro”, il centro studi creato dall’imprenditore friulano Massimo Blasoni e il cui board è presieduto da Giuseppe Pennisi.

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PA, il ritardo nei pagamenti costa alle imprese 6 miliardi

PA, il ritardo nei pagamenti costa alle imprese 6 miliardi

Metronews
UDINE. Il ritardo dei pagamenti ai fornitori della PA ha finora determinato un costo del capitale a carico delle imprese italiane di oltre 6 miliardi di euro all’anno, pari a quasi 30 miliardi nel periodo 2009-2013. Il dato emerge da una ricerca (scaricabile interamente dal sito www.impresalavoro.org) realizzata dal centro studi di ispirazione liberale “ImpresaLavoro” di Udine, promosso dall’imprenditore Massimo Blasoni e il cui board scientifico è presieduto dal professor Giuseppe Pennisi (economista, consigliere del Cnel e docente all’Università Europea di Roma, già Banca Mondiale e dirigente generale dei Ministeri del Bilancio e del Lavoro).

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