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Partita bancaria

Partita bancaria

Davide Giacalone – Libero
È dalla trincea delle banche che s’ode, finalmente, qualche colpo sensato contro la piega negativa presa dall’Europa economica. Nulla a che vedere con la geremiade sui parametri o con la biascicata litania sulla flessibilità, che sono cose per politici orecchianti.

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Piccole imprese di Spagna e Italia le più colpite dal credit crunch

Piccole imprese di Spagna e Italia le più colpite dal credit crunch

La Stampa
Sono le Pmi di Italia e Spagna le grandi vittime della crisi del debito sovrano che si è abbattuta sull’Europa negli ultimi quattro anni. Lo rivela, o meglio lo conferma, uno studio pubblicato dalla Bce nel suo bollettino mensile di luglio. «L’impatto della crisi del debito sovrano sui finanziamenti e sui bilanci della banche – osserva l’Eurotower – ha probabilmente avuto conseguenze più pesanti sulle aziende più piccole e che dipendono maggiormente dai prestiti bancari e sulla loro attività reale, come mostrato anche dai primi studi empirici effettuati su dati italiani».

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L’ottimismo del premier e la dura realtà

L’ottimismo del premier e la dura realtà

Gaetano Pedullà – La Notizia
Il premier si lamenta dei giornali che vedono nero, che evidenziano i dati negativi e ignorano quelli buoni, che raccontano di un’Italia in ginocchio. Ora, poiché di Giacomo Leopardi non se ne vedono in giro, il pessimismo è ovunque perché una cosa è la realtà e un’altra è il sogno di ciò che vorremmo. Se poi abbiamo a che fare tutti i giorni con dati come la produzione industriale in calo, i consumi ai minimi storici, il credito alle imprese da anni col segno meno, la disoccupazione in crescita e i mercati di nuovo lanciati verso la tempesta perfetta, allora è obbligatorio smettere di sognare e svegliarsi per non cadere inesorabilmente in questi incubi.

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Del titolo V non parla nessuno

Del titolo V non parla nessuno

Pierluigi Mascagni – Italia Oggi
Il governo Monti aveva introdotto delle sanzioni a carico delle amministrazioni regionali che, per dolo o per colpa grave, portavano al default i loro enti. Fra queste sanzioni c’era lo scioglimento dei consigli regionali e l’incandidabilità per dieci anni dei presidenti delle Regioni. Senza sanzioni sono infatti molto improbabili i comportamenti corretti. Se dando posti di lavoro illeciti agli amici non se ne pagano poi le conseguenze, è evidente che questi amministratori continueranno nel loro andazzo dissipatorio.

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Così la Thatcher ha cambiato verso alla lagna sui “giovani penalizzati”

Così la Thatcher ha cambiato verso alla lagna sui “giovani penalizzati”

Luciano Picone – Il Foglio
Uno Stato leggero e un sistema di mercato non eccessivamente gravato da vincoli di ogni tipo, che premia il merito e non ostacola la concorrenza, favorisce soprattutto i giovani. Un recente studio dell’Office for National Statitics, l’Istat britannico, sui “Salari nel Regno Unito negli ultimi quattro decenni”, mostra con estrema chiarezza gli effetti di lungo periodo sugli stipendi della “rivoluzione liberale”, nel paese che negli anni 80 è stato il laboratorio mondiale della riscossa “neoliberista”.

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L’autogol di Renzi: bloccati gli investimenti dei Comuni

L’autogol di Renzi: bloccati gli investimenti dei Comuni

Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano
Quando si parla della fretta di Matteo Renzi, di una sua certa tendenza al superomismo da bar di provincia e a governare a colpi di piccone un grande Paese sembra si parli di critiche astratte, che il giudizio estetico faccia premio sul pragmatismo necessario al difficile compito dell’amministrazione. La storia che andiamo a raccontare dimostra il contrario: quei difetti comportano malgoverno e persino una certa schizofrenia.

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La burla del 730 “a domicilio”

La burla del 730 “a domicilio”

Franco Bechis – Libero
La dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo (quella relativa al 2014) non arriverà a casa dei contribuenti, come più volte annunciato da Matteo Renzi. Sarà disponibile solo per via telematica, e per leggersela bisognerà effettuare tutte le procedure di registrazione presso il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, passaggio questo che risulterà particolarmente ostico a una parte della platea a cui la semplificazione è rivolta: quella dei pensionati.

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Così lo stato nasconde quanto spende

Così lo stato nasconde quanto spende

Franco Bechis – Libero
Il suo nome tecnico è “cruscotto”. L’ha ideato Sogei, la società di secondo livello del ministero dell’Economia che è il braccio informatico dello Stato italiano. Il suo aspetto è molto simile a quello di un cruscotto di automobile: una plancia attraverso cui tenere sotto controllo tutti gli indicatori della spesa pubblica. Compito che non dovrebbe essere più così difficile: da qualche settimana è diventata obbligatoria la fatturazione elettronica per tutti i rapporti delle imprese con la pubblica amministrazione e anche fra impresa e impresa.

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“Un po’ per cosa e senza studi precisi così in un’ora inventai il limite del 3%”

“Un po’ per cosa e senza studi precisi così in un’ora inventai il limite del 3%”

Anais Ginori – La Repubblica
Si sente in colpa? «Per nulla. Anzi, orgoglioso». L’uomo a cui dobbiamo Finanziarie lacrime e sangue, innumerevoli salassi e i nostri mali europei, è seduto in una brasserie del quinto arroundissement. Si chiama Guy Abeille, meglio conosciuto come “Monsieur 3%” perché rivendica di aver ideato la discussa regola del 3% di deficit sul Pil, croce di tanti governanti dell’Ue.

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Lo scandalo dei fondi europei: 500mila progetti di formazione non sono serviti a creare lavoro

Lo scandalo dei fondi europei: 500mila progetti di formazione non sono serviti a creare lavoro

Valentina Conte – La Repubblica
Una montagna di miliardi, sfuggita di mano. Ogni anno l’Italia spende cifre impressionanti in progetti finanziati con fondi strutturali europei, eppure nessuno è in grado di valutarne gli effetti. Se ad esempio favoriscono davvero l’inclusione sociale, se creano nuova occupazione e se questa è strutturale e come viene retribuita. Anzi, va persino peggio.

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